Potevi trovarlo la domenica a Piazza Maggiore oppure ai Giardini Margherita. Con la sua chitarra e la sua moto che era anche il suo palcoscenico.
Lo spettacolo comprendeva anche l'esplosione della borsa d'acqua calda che lui gonfiava a bocca con la potenza incredibile del suo torace da guerriero. Ma Beppe era un guerriero assolutamente pacifico, rigorosamente vegetariano. Era un saggio che raccontava le storie della vecchia Bologna, di quando era bambino e d'estate faceva il bagno nel Savena.
Beppe Maniglia era anche artista on the road. Con la sua moto a tre ruote girava il mondo. L'asfalto era la sua platea. Il suo linguaggio era universale. E' universale. Non dovrei parlarne al passato perché è ancora lì, nella sua Bologna, con la sua moto e la sua chitarra, ma quello che era l'amico di tutti ora sembra essere diventato un fastidio, gli hanno vietato di suonare. Ignoranza e ingratitudine.
Beppe Maniglia è un mito. Viene citato in varie opere letterarie. E' lui che "passa rombando su una stranissima Harley Davidson" (Fluo: storie di giovani a Riccione. - Isabella Santacroce). E' lui che "continua a cantare e far scoppiare boule e raccontare con la sua chitarra storie di indiani d'America" (Un weekend postmoderno - Pier Vittorio Tondelli). E' sempre lui l'immarcescibile con la faccia da fiondato che "chissà quanti anni ha, Beppe Maniglia. E se ha una mamma. E cosa dice la mamma quando le chiedono Cosa fa suo figlio? E che regalo gli farà per Natale?" (Barnum: cronache del grande show del 2000 - Alessandro Baricco).
Beppe Maniglia è una leggenda e la leggenda vuole che un giorno qualcuno, dopo averlo sentito suonare Apache, avrebbe comprato la cassetta I Remember e quel qualcuno era Bruce Springsteen, The Boss che nessuno aveva riconosciuto. "Ecco, io non so se sia vera o no questa storia, ma l'idea di Bruce Springsteen che compra una cassetta di Beppe Maniglia, mio idolo adolescenziale, l'uomo delle borse dell'acqua calda, è talmente bella che io voglio assolutamente che sia vera" (Gianluca Morozzi).
I Gem Boy lo citano in una loro canzone. ("Un dolce suono mi giunge all'orecchio... / Ma sono le campane di San Petronio! / No, sarà il coro dell'Antoniano! / o forse Carboni, Dalla, Morandi... / Ah, no! Ho capito: / È Beppe Maniglia!").
Nella serie televisiva dell'Ispettore Coliandro il protagonista cammina sotto i portici di Bologna e riconosce le note di Alambra e si chiede "Ma perché Beppe Maniglia non è diventato uno dei
chitarristi più famosi nel mondo?" mentre la figura di Maniglia appare
in un angolo dello schermo. (Episodio "Sempre avanti" - 2009).

