BurningManLive non è un semplice festival, non è un semplice evento artistico, nemmeno un raduno hippie. E' tutto questo e di più. Un esperimento sociale in cui i partecipanti diventano protagonisti di una rivoluzione, diventano parte integrante delle installazioni artistiche, vivono dentro l'immaginazione collettiva.
Tutto iniziò nel 1986, quando due amici incediarono un pupazzo di legno su una spiaggia di San Fancisco. Era il giorno del solstizio d'estate. I due amici erano Larry Harvey e Jerry James. Una dozzina di persone si radunò a guardare. I due amici furono sorpresi di quella spontanea partecipazione e vollero organizzare una replica l'anno successivo costruendo un pupazzo più grande.
Quello strano rituale somigliava forse agli antichi culti solari, replicava un cerimoniale, ma il falò accende anche fuochi interiori, evoca lo spirito dei bohemians, che qui voglio tradurre con "poeti ardenti", lo preferisco al corrente bohemien. Benché "poeti ardenti" sia pur sempre limitativo, ai californiani raduni estivi che negli anni successivi si svolsero intorno al pupazzo che brucia non giunsero soltanto poeti , arrivarono artisti di ogni genere, sognatori, ribelli, eccentrici di una rinnovata Boheme californiana.
"I bohémien hanno una sorta di senso erotico della proprietà. Condividono gli uni con gli altri. Collaborano tra loro. Riflettono la vita spontanea degli artisti nel loro ambiente autentico. Su questa idea furono fissati i principi che seguivamo. Non ci preoccupavamo di farci assegnare un luogo, né di chiedere un permesso. Abbiamo iniziato come una guerriglia. Eravamo illegali. Andavamo in spiaggia a bruciare questa cosa."
[A History of Burning Man una conferenza di Larry Harvey al The Walker Art Center di Minneapolis 24 febbraio 2000]
Dal 1990 l'evento si trasferì nel deserto di Black Rock City e fu creata un'organizzazione. I principi rimanevano gli stessi: inclusione, demercificazione, espressione autentica del sé e responsabilità civica.
Larry Harvey si è ispirato alle teorie politche di Robert D. Putnam che fonda l'idea della democrazia sull'esistenza di un forte capitale sociale costuito da "reti e norme di impegno civico" che consentono ai membri di una comunità di sviluppare un naturale senso di fiducia collettiva.
Ovviamente quella dei "poeti ardenti" è una sfida al conformismo, l'eterno nemico degli artisti e dei ribelli.
"Conduciamo vite che sono mortalmente passive. Ognuno viene sistemato in una stalla separata, come il bestiame in una mangiatoia. Ogni volta che una comunità creativa produce qualcosa di simile alla vera cultura, viene espropriata e flagellata dai media che la trasformano in un cliché - prima lo facevano in sei anni, ora sono sei mesi e si sta riducendo a sei settimane ". (Larry Harvey)
Sono giorni d'arte e anarchia. Il miglior posto al mondo per far incontrare Charles Baudelaire con Salvador Dalì. Una grande festa dove Lady Gaga e la Marchesa Casati non potrebbero suscitare alcuno scandalo.
Sono cresciuto nella periferia di Portland, in Oregon, tra fabbriche di camion e pascoli, alla fine di una strada, in un'area popolata da una diaspora di immigrati: giapponesi, tedeschi, italiani. E io, Harvey, ero lì, accovacciato nel mezzo.
altre foto potete trovarle su www.burnmonkey.com e su pinterest










