Sinead O'Connor è stata una creatura angelica dalla bellezza luminosa, eppure quella ragazza incantevole nascondeva un dolore lacerante che lei contrastava con una forza tempestosa che sarebbe poi esplosa più volte in modo dirompente, trasformandola in una creatura strana, inquieta, ribelle, incomprensibile, quasi diabolica. Ma non c'era alcuna malvagità nelle inquietudini di Sinead, era sono una fanciulla destinata a sopportare e rappresentare tutto il profondo e antico mistero dell'Irlanda.
Vibrazioni magiche del cammino verso la fiera
Oro se do Bheatha Bhaile - Il significato di questa canzone è enigmatico. Risuona come una ballata ma forse è un inno di guerra.
Chi tenta di tradurre i versi dall'inglese trova parole sconosciute ed espressioni troppo banali:
E' arrivata l'estate,
benvenuta a casa,
ora giunge dal mare
una guarnigione di giovani soldati.
Sono Irlandesi, non Inglesi o Spagnoli,
e sgomineranno gli Stranieri.
Solo gli irlandesi possono comprendere il vero significato: Il tuo diritto di cittadinanza è stato rubato, l'hanno ceduto agli stranieri. Preparati. Arriveranno i giovani soldati per combattere gli stranieri.
Questa versione della canzone è un invito all'azione. Una chiamata alle armi, all'insurrezione e alla ripresa delle terre rubate dagli stranieri.
Esistono molte versioni di questa canzone... e molti la cantano ancora (soprattutto dopo l'anno scorso). E anche se mi ci è voluto un po' per apprezzarla in questa versione, ora è una delle mie preferite. Ottimo lavoro Sinead. (David Marshall con 1800 approvazioni)
Potrei mostrarvi qualche immagine della cantatrice calva, della iconoclasta ribelle, della bisbetica indomabile, e potrei continuare con le foto della sua bellezza oltraggiata dai tatuaggi, segnata dal dolore, devastata dalla follia, deturpata da una incipiente spietata vecchiaia, ancor più appesantita dai panni monastici di una conversione incomprensibile. L'islam, l'ultimo capriccio, l'estrema provocazione di una donna che aveva portato la sua femminilità fino al messianismo, come un Sabbataj Zevi in versione femminile. Una messia che si sacrifica nel tradimento.
La poesia è un battello ebbro e Sinead è la sacerdotessa al timone di una nave di folli. Eppure sono certo che lei non è mai stata folle: lei era la veggente, vedeva oltre, ma quello che vedeva era indicibile.
Molly Malone è l'inno nazionale dell'Irlanda, un inno popolare che non sarà mai quello ufficiale.
«Nella bella città di Dublino,
dove le ragazze sono così carine
vidi per la prima volta la dolce Molly Malone
che portava il suo carretto,
per strade strette e larghe
gridando "vongole e cozze vive!"
vive, vive oh!
vive, vive oh!
Urlava "vongole e cozze vive!"
Lei era una pescivendola,
ma non c'è da stupirsi
perché lo erano stati anche suo padre e sua madre
e tutti e due avevano portato il carretto
per strade strette e larghe
gridando "vongole e cozze vive!"
vive, vive oh!
vive, vive oh!
Urlava "vongole e cozze vive!"
Morì a causa della febbre,
e nessuno fu capace di salvarla
quella fu la fine della dolce Molly Malone
ma il suo fantasma spinge ancora il carretto
per strade strette e larghe
gridando "vongole e cozze vive!"
vive, vive oh!
vive, vive oh!
Urlava "vongole e cozze vive!"
Una pescivendola, Molly era solo una pescivendola e probabilmente non seppe mai dell'innamorato che dedicò a lei questi versi facendola diventare una regina. Forse alternava al suo mestiere di pescivendola anche quello di prostituta e forse morì giovane a causa del tifo o di un'altra malattia venerea.
Una prostituta per mestiere non farebbe innamorare di sè un intero popolo tanto da essere ancora ricordata da quel 13 giugno 1699 in cui dalla morte fu rapita. La sua generosità d'amore è stata ricompensata da una canzone e poi da una statua scolpita da Jeanne Rynhart. La collocarono vicino all'edificio che nella vecchia Dublino era la chiesa in cui Molly fu battezzata.
Per i dublinesi quella è la statua della "sgualdrina con la carriola" perché l'Irlanda, come Sinead, è poesia straziata dai veleni dell'ipocrisia.

