Questa donna poco appariscente è una delle più apprezzate attrici, ma è di più, è la più femmina delle femmine. Nella sua normalità appena evidenziata dal rosso dei capelli e dal pallore lentigginoso della pelle c'è qualcosa di delicatamente animalesco. C'è una morbidezza che nasconde il guizzo selvaggio, una bocca tutte smorfiette e una curiosità erotica capace di oltrepassare ogni limite.
E' stata la perfetta casalinga borghese anni '50, tradita da una marito bisessuale, che lei punisce lasciandosi sedurre da un giardiniere di colore (Lontano dal paradiso), diventa nevrotica e infedele in un mondo di instabilità emotive (Magnolia) o insegnante di piccole crudeltà (Il piano di Maggie), la Maude artista femminista insolente (Il grande Lebowski) che può apparirti in sogno come una guerriera vikinga e poi trasformarsi in una lesbica fallita di mezza età che si eccita a guardare film porno con sodomie di muscolosi gay (I ragazzi stanno bene) per poi farsi prendere contro il muro e farsi sbattere sul divano dell'auto nella Mappa delle stelle dove la vediamo anche seduta sulla tazza del water. Lei infrange anche l'ultimo taboo nel ruolo di madre incestuosa in Savage grace e poi nuovamente lesbica con la giovane Chloe e infine scivola negli incubi satanici di Steven King nello Sguardo di Satana.
Se la donna perfetta è la dolce e solare Marilyn e l'unica che potrebbe eguagliarla come icona di femminilità spumeggiante è Michelle Pfeiffer, ma la femmina più felina che riesce a toccare le corde più profonde dell'erotismo è Julianne Moore.



