Per varie generazioni di bambini, adulti e anziani Charlot è stato compagno di giochi e di risate. Ci faceva ridere a crepapelle senza bisogno di parole. Ma ci faceva anche commuovere e piangere col suo estremo romanticismo.
Con lui il cinema ha trovato la sua grammatica visiva. Ma lui, Charlie Chaplin, saltimbanco inglese con sangue gitano, ha saputo usare la pellicola muta anche per scrivere trattati di sociologia sulle differenze sociali e sui tempi moderni della seconda rivoluzione industriale. E' stata sua la critica più raffinata alle dittature nazi-fasciste.
Le nuove generazioni (i millenials) stordite dall'eccesso di immagini, lo conoscono poco e non so se siano ancora capaci di comprendere quel tipo di comicità e di poesia. Forse i film di Chaplin dovrebbero diventare materiale scolastico perché Charlie Chaplin sta alla comunicazione visiva da cui siamo dominati come Omero sta alla letteratura.
Il Monello - 1921
Tempi Moderni - 1936
Chalot con la fioraia cieca
Charlot innamorato
Stan Laurel e Charlie Chaplin
Charlie Chaplin e Gandhi
Charlie Chaplin e Albert Einstein
Il discorso del barbiere ebreo che prende il posto del grande dittatore dura circa quattro minuti.